Updates

Eccomi di nuovo qui a scrivere su questo blog. Mi ero ripromesso di aggiornarlo e di essere piuttosto assiduo. Come potete vedere, non e’ successo. Ho quasi finito la mia certificazione medica e sto dibattendo se concorrere per cominciare la residency nel 2018 (ammesso che mi offrano un posto)  o se andare al 2019 ed essere piu’ competitivo. Tra le varie c’e’ anche la gravidanza dell’american wife e la mia richiesta di cittadinanza. Sono un po’ perplesso a ricominciare una dura specialita’ americana con un bambino in arrivo a dicembre 2017 e la necessita’ di spostarci ovunque mi offrano un posto a giugno 2018. Che problema c’e’ direte voi. La verita’ e’ che il primo anno di specializzazione qui negli States e’ l’intern year, a buon ragione riconosciuto come l’anno piu’ difficile. Sono sicuro del fatto che voglio tornare a esercitare la mia professione pero’ voglio anche godermi la paternita’ e la vita familiare. Per carita’ il lavoro e’ importante pero’ il primo anno di un bambino arriva solo una volta. Insomma sono un po’ fra incudine e martello su questa decisione. Si tratta di mia figlia (ops gender revelation!) e l’idea di vederla qua e la per lo piu’ assonnato, overworked e alle prese con un nuovo sistema sanitario da navigare non mi garba molto. Comunque adesso l’ho rivelato, aspettiamo una bambina. Alla fine abbiamo voluto saperlo, ammetto io ho voluto saperlo. Da buon anestesista con personalita’ A mi piace essere preparato.  Lo ammetto mi ci sono volute 24 ore per digerire la notizia. Non perche’ sono un fautore del figlio maschio a tutti i costi, anzi. In realta’ mi sono visto 15 anni nel futuro con tutti i ragazzini o le ragazzine che le ronzano intorno ( ben sapendo che tutto dipendera’ dalla sua sessualita’). Mi sono visto a dover negoziare orari e quant’altro e ad affrontare interminabili discussioni su “dove vai”, “con chi vai”, e altro. Adesso capisco mio fratello con due figlie adolescenti e mia sorella con un figlio adolescente e altri due che lo seguono a raffica. Facile fare lo zio simpatico. L’american wife e’ felice e se la ride. Stiamo negoziando nomi. Lei e’ per un nome italianissimo, io per un nome gender neutral questo perche’ non sai mai cosa possa succedere nel futuro di tuo figlio. Da sempre sono una persona curiosa e desiderosa di conoscere, amo la diversita’ del genere umano e so che ci sono casi in cui la sessualita’ non coincide con il genere, il genere non coincide con genotipo/fenotipo cromosomico e quant’altro, quindi riguardo ai miei figli (in generale) voglio essere sicuro che siano liberi di essere chi sono senza aggiungere drammi familiari a quelli sociali. Detto questo cerco un nome che non sia genere specifico. Per ora ne abbiamo in mente due o tre. Ci sono altre novita’. A fine mese ci trasferiamo in California a casa dei suoceri (in realta’ io). Abbiamo lasciato i nostri rispettivi lavori e abbiamo deciso di fare questo grande passo. Non eravamo molto convinti, pero’ l’american wife ha deciso di tornare a scuola e io ho la residency in mente. Lei e’ stata accettata alla University of California per un dottorato in Economics quindi il trasferimento e’ necessario. Ne abbiamo parlato a lungo con l’american wife del fatto che saremmo stati nella stessa citta’ dei suoi genitori. Non ci piaceva l’idea di dover dipendere da loro perche’ ci sembrava di fare i figli di papa’, quelli con i genitori/suoceri ricchi che tornano a casa non appena hanno un problema.  Senza aggiungere che abbiamo davvero un rapporto stupendo con loro e scoprire le carte nel bel mezzo di una gravidanza sembrava quasi voler dire fatelo per il bambino. Alla fine l’american wifi, che di anni ne ha meno di me ma e’ piu’ saggia, ha organizzato un weekend lungo dai miei suoceri per parlarne con loro. Sono stati felicissimi della nostra decisione di trasferirci. Sara’ che l’american wifi non vive a casa da quando aveva 18 anni? Dopo quasi tre anni di fatica e difficolta’ economiche  forse la ruota comincia a girare in verso opposto. Quindi ce ne andiamo a Santa Cruz. L’american wifi e’ gia’ in loco, perche’ ha cominciato la scuola e io sto finendo le ultime pratiche per muovermi definitivamente.  Avro’ da affrontare un paio di colloqui di lavoro e prendere una decisione sulla residency. Pero’ ammetto che sono felice di cambiare aria e di vivere sull’oceano, dopo tre interminabili anni di pioggia. E fa anche un po’ romantico condividere un piccolo appartamento vicino alla mega casa dei suoceri con un bambino in arrivo. Fa anche molto studenti squattrinati anche se di anni ne abbiamo di piu’. L’avventura continua e spero di riuscire a raccontare di piu’ della nostra vita quotidiana su questo blog.

allora….a presto….

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Aggiornamenti

Manco da questo blog ormai da troppo tempo. Le stagioni si sono succedute e la primavera del 2017 e’ arrivata. Cosa e’ successo nel frattempo? Ho cambiato di nuovo lavoro, l’american wife ha cambiato lavoro e alla fine non ho piu’ avuto tempo di scrivere. Solita scusa direte voi…In effetti e’ un po’ una scusa perche’ non me la sentivo piu’ di scrivere su questo contenitore. A un certo punto mi sono ritrovato a fare i conti col fatto che un po’ ci avevo anche creduto al fatto che saremmo stati in tre e non piu’ in due e quando l’american wife ha perso il bambino, insomma abbiamo dovuto un po’ rimboccarci le maniche e ripensare a cosa volevamo davvero. Lei si e’ resa conto che la carriera era diventata la sua scusa per non affrontare il suo immense dolore e io ero tutto preso dall’orientarmi in questo nuovo mondo. Cosi’ ho staccato la spina e ho deciso che dovevamo riprenderci la nostra vita insieme. E in effetti l’abbiamo fatto. Sono due anni che siamo qui in America e finalmente posso dire che la sento un po’ casa mia. Certo non sara’ mai come essere in Italia, pero’ anche qui ho una casa e una famiglia. Non rinnego certo da dove vengo. Sono cambiato molto. Credo che sia giusto cosi’, perche’ un po’ di cambiamento ci deve essere altrimenti non ce la fai ad ambientarti.

L’american wife e io stiamo riprogettando la nostra vita. Siamo meno stressati e piu’ intenti a goderci i momenti insieme. Vorremmo trasferirci in California. Ultimamente ci siamo stati parecchio, per vacanza. Stiamo seriamente pensando a Los Angeles e San Diego. Ci stiamo pensando perche’ insomma la California e’ parecchio cara e non e’ facile trasferirsi. Io ho quasi finito con gli esami di abilitazione medica, penso di provare a entrare in residency presto. Sto pensando anche di ritornare a scuola. Ho parecchi colleghi qui che si sono rimessi in gioco e che hanno deciso di ritornare a scuola e mi hanno molto motivato. Per ora ci penso, poi si vedra’. Insomma il 2017 si sta rivelando un anno di rinascita. L’american wifi e’ di nuovo incinta, da poco. Per adesso siamo felici e aspettiamo di vedere come finisce. I miei suoceri sono al settimo cielo. Noi cerchiamo di essere sereni e speriamo che vada tutto bene.

Insomma per ora e’ tutto. Adesso credo di essere nuovamente pronto a scrivere su questo contenitore…Grazie per avermi letto, ancora una volta.

Gabriel

E’ ormai qualche mese che non aggiorno questo blog. Mi ero ripromesso di farlo con costanza e dedizione, ma non ci sono riuscito. Il lavoro prende gran parte delle mie giornate e quando torno a casa sono ormai le 18 e ho parecchio da fare. E’ in effetti una scusa piuttosto banale e quindi non la voglio usare. Avrei una scusa piu’ credibile, che capirete piu’ avanti in questo post. Semplicemente non avevo la testa giusta per mettermi a scrivere. Mi sono immerso in questo nuovo mondo lavorativo, piuttosto pressante ma anche molto coinvolgente, fatto di clienti che vogliono e pretendono, fatto di continue apparizioni in tribunale e di continui training, che spesso mi lasciano stremato al venerdi’ sera. E l’abilitazione medica? Continuo a studiare e durante la settimana e’ sempre piuttosto complicato, pero’ cerco sempre di portare a casa un 2-3 ore e di distribuire il resto durante il weekend. E’ una vita piuttosto veloce che pero’ mi regala ogni giorno nuove prospettive. Lo shock culturale ha cominciato ad attenuarsi negli scorsi mesi ed e’ ormai quasi sparito, sono quasi due anni che non torniamo in Italia e un po’ mi fa impressione. Nel frattempo il mio migliore amico e’ volato fin qui ed e’ rimasto un mese e altri buoni amici e familiari vari sono passati da casa nostra. E’ stata un’ estate strana, pero’ e’ stato rigenerante poter conversare in italiano quotidianamente e ritrovare tutta la mia gente. Nonostante tutto ho capito che sono cambiato e questo e’ inevitabilmente accaduto perche’ senza cambiare non riesci a integrarti. Devi accettare che vivi in un paese diverso da quello in cui sei nato e che ci saranno sempre cose che non ti piaceranno, ma ce ne saranno altre che ti piaceranno molto. L’estate passata e’ stata piena di emozioni e nuove scoperte e purtroppo e’ stata anche un momento di riflessione serio. Qualche mese fa avevo accennato al fatto che l’american wife stava cominciando a pensare di diventare mamma. All’inizio di luglio ci siamo accorti che l’american wife aspettava un bimbo…si ci siamo accorti perche’ come due rimbambiti non ci pensavamo proprio, poi lei non e’ mai stata un tipo regolare, quindi dopo un paio di mesi di sospetto ritardo del ciclo abbiamo deciso di vederci chiaro e 3 test di gravidanza casalinghi positivi dopo abbiamo iniziato a crederci. Stava andando tutto bene, almeno in teoria, perche’ alla fined di agosto eravamo quasi allo scadere del 4 mese ma durante la visita il battito non l’abbiamo sentito piu’ e ci siamo dovuti arrendere all’evidenza che per questa volta non saremmo diventati genitori. Non e’ stato facile affrontare questa perdita perche’ gli volevamo gia’ bene e stavamo progettando tante avventure insieme. Ci siamo rincuorati a vicenda e da parte mia ho cercato di essere sensibile e aperto al dolore dell’american wife, perche’ lei ha sicuramente sofferto di piu’. A seconda dei momenti non sono stato cosi’ bravo perche’ anche io ci ho sofferto da matti, pero’ qualche giorno fa l’american wife mi ha detto che e’ stata una gran bella prova d’amore da parte mia. Qualche giorno fa abbiamo deciso di incorniciare una delle ultime ecografie di Gabriel (questo e’ il nome che l’american wife ha scelto per lui) ed e’ stato un bel momento, perche’ abbiamo trovato un modo per ricordarlo. Potra’ anche sembrare un po’macabro ad alcuni, a noi piace cosi’. Ci saranno (forse) altri bambini a cui racconteremo di lui, nel frattempo continuiamo ad andare avanti. Ho deciso di raccontare di questa vicenda personale non perche’ voglio rattristarvi o esibire i nostri sentimenti, semplicemente mi piace far sapere al mondo che Gabriel e’ stato con noi per qualche mese e comunque sia andata e’ stato bellissimo averlo con noi.

Grazie per avermi letto…a presto

Customer care

Oggi voglio parlarvi della mia esperienza con i customer care (servizi clienti) americani. Premetto che probabilmente sono uno dei pochi fortunati a poter dire di aver avuto sempre un servizio ottimo e veloce. Reduce dai customer care italiani che non mi hanno mai dato retta, appena arrivato nel Nuovo Mondo mi sono trovato a dover interagire con diversi customer care di compagnie americane. Mi aspettavo un servizio deludente e gente scostante e anche un po’ maleducata, perche’ tale e’ stata la mia esperienza in Italia. Invece qui a partire da Amazon mi sono trovato subito bene. Immagino che io sia stato molto fortunato. L’ultima avventura e’ un guasto piuttosto importante all’auto che abbiamo comprato da meno di un mese, una Toyota Prius (scusate l’inevitabile pubblicita’). Lo scorso 4 luglio (festa nazionale Independence Day) mentre ci accingevamo a partire per raggiungere alcuni amici nel nord della California, di buon mattino saliamo in auto e indovinate un po’? L’auto non parte. Io confesso di aver ben poco interesse per le auto e quindi non ci capisco nulla. Ho provato svariate volte a farla partire e ho pensato di aver semplicemente lasciato i fari accesi, scaricando quindi la batteria. Ho chiamato il servizio clienti Toyota perche’ abbiamo ricevuto una specie di assicurazione guasti/danni etc in regalo (promozione per 3 anni) per l’acquisto di questa auto (che comprende davvero tutta la copertura). Non mi aspettavo che francamente qualcuno mi rispondesse, dopotutto era anche un giorno di festa! Invece solerti e gentili in capo a un’ora si sono presentati a ispezionare il veicolo e dopo aver appurato che il guasto c’era e che non sarebbero stati in  grado di ripararlo prima di 3 o 4 settimane, ci hanno anche fornito di auto sostitutiva nuova di zecca senza spendere un dollaro. Aggiungo che il guasto all’elettronica dell’auto costera’ circa 5000 dollari che copriranno loro senza metter mano alla nostra garanzia! Certo direte voi l’auto e’ nuova e te la devono mettere a posto! E si sono anche d’accordo con voi, ma che ne dite se vi racconto che lo stesso trattamento e’ stato riservato ad una Prius di 65000 miglia di proprieta’ di un amico? Saranno anche le politiche aziendali differenti nei diversi paesi, pero’ certo  c’e’ davvero molta disparita’ di trattamento tra clienti di nazioni diverse. Io in Italia ho sempre dovuto pregare in ginocchio per avere un’auto sostitutiva, per poi ricevere dei catorci inimmaginabili che magari non potevo nemmeno guidare per via del blocco della circolazione dovuto all’inquinamento. Non solo Amazon Italia mi ha sempre fatto morire per riprendersi indietro la merce arrivata in condizioni pietose o nemmeno ordinata, qui non solo me l’anno rimandata in capo a 24 ore ma hanno anche incluso un buono sconto da 25 dollari! Certo sono di parte perche’ finora mi e’ sempre andata bene, anche con la famigerata Dell, alla fine il computer me l’hanno cambiato e dato nuovo per 3 volte! Rimango pero’sempre molto sorpreso quando un servizio clienti si dimostra educato ed efficiente, che volete farci non mi ci abituero’ mai!

E voi che esperienze avete avuto?

eh le vacanze…quando torni?

Gli ultimi mesi sono passati piuttosto velocemente! Sara’ anche perche’ il nuovo lavoro  mi tiene piuttosto occupato o perche’ con l’arrivo della bella stagione sono sempre fuori casa, insomma non mi dedico a questo blog come vorrei. Molti amici mi hanno chiesto quando tornero’ in Italia per le vacanze, ahime’ ho dovuto constatare che una delle cose che mi manca dell’Italia sono proprio le vacanze. In effetti mi sono reso conto di come fino al nostro trasferimento qui le vacanze estive e non fossero qualcosa di normale per me! Non potro’ andare in vacanza prima della fine di novembre e in ogni caso maturo solo 1 giorno al mese, quindi credo che aspettero’ il 2017 per poter programmare un eventuale settimana in Italia. Si avete letto bene settimana, perche’ settimane di ferie ne ho due all’anno e quindi devo imparare a gestirmele. Detto questo non sono cosi’ disperato. Ho accettato il cambiamento nell’arco di un anno. Decidere di cambiare vita e paese ha i suoi bei vantaggi e con essi anche un bel po’ di svantaggi. Percio’ quando decidi di fare un passo del genere devi anche prendere in considerazione che andrai incontro a una serie di cambiamenti, grandi e piccoli che ti aiuteranno o meno ad ambientarti nel nuovo paese. La tua abilita’ sta nel saper combinare con intelligenza la tua cultura d’origine con quella del paese in cui vivi. Trovo questo aspetto molto importante soprattutto se poi hai dei figli nati all’estero.Ho quotidianamente sotto gli occhi la difficolta’di molti expat quando si tratta di favorire il rapporto dei loro figli con la famiglia d’origine. Vorrebbero certamente avere piu’ possibilita’ di tornare a casa durante le vacanze. Vedo anche molti amici miei che qui hanno saputo combinare bene questo aspetto e dall’altra parte ci sono bambini felici, spensierati e bilingui se non trilingui, aperti ai cambiamenti e che mi auguro saranno adulti piu’ flessibili e aperti a tutte le culture con cui verranno in contatto. Perche’ sono finito a parlare di bambini? Dunque l’American wife ha cominciato a parlare di bambini qualche mese fa. Immaginate la mia faccia. Ormai mi ero messo il cuore in pace. Per anni in Italia l’ho sentita dire che i bambini non erano cosa sua e per una serie di validi motivi. Negli ultimi mesi mi ha pian piano confessato che un bimbo lei lo vorrebbe . Quindi eccoci arrivati al punto in cui aspettiamo fiduciosi che la natura faccia il suo corso. A volte mentre guido tornando a casa alle 18, cerco di immaginare come sara’ la mia vita con un bambino, che parlera’ due lingue, che sara’ esposto a due diverse culture e che probabilmente sara’ prima di tutto un piccolo americano e poi un italiano. E un po’ mi dispiace constatare che si perdera’ gran parte delle esperienze che ho fatto io crescendo in Italia. Ma piu’ di tutto mi manchera’ non poter vivere un’esperienza come quella dell’essere genitore (speriamo e teniamo le dita incrociate) insieme ai miei fratelli e alle loro famiglie, ai miei genitori, ai miei amici. Vedremo cosa ci riserva il futuro e chissa’ magari con un pizzico di fortuna….

Grazie per avermi letto!

New Job 2!

Ciao a tutti! Dunque ho un altro nuovo lavoro, perche’ mentre mi stavo ambientando in quello precedente me ne hanno offerto uno piu’ interessante e remunerativo e quindi ho deciso di accettarlo. Cosi’ venerdi’ lavoravo per una compagnia e adesso lavoro per il governo praticamente. Detto questo non posso darvi ulteriori dettagli perche’ non posso violare la confidenzialita’ del mio datore di lavoro. Come e’ successo? Non so spiegarmelo nemmeno io, so solo che alla fine mi hanno praticamente offerto tutti i posti che mi interessavano. No tranquilli non sono un genio, ma credo che i miei titoli di studio e la mia precedente esperienza unita a una bella botta di fortuna abbiano fatto la differenza. Oh comunque la meritocrazia esiste eh! Perche’ in effetti mi hanno voluto e mi hanno assunto. Sono rimasto piuttosto stupefatto da questa giostra di offerte. Certo anche qui hanno i loro bei problemi di diseguaglianza, disoccupazione, poverta’ e tutto il resto, nonostante tutto pero’ a me pare che l’economia giri un po’ di piu’ e che il lavoro ci sia. Sono contento perche’ si tratta di un bel lavoro interessante, con tutti i benefici a regola e che mi paga anche l’overtime o per lo meno me lo compensa con giorni di ferie in piu’. Quest’ultimo punto non e’ per nulla male, anzi! Un collega e’ riuscito a tornare in Germania per un mese di vacanza, usando solo le ore in surplus! Che volete che vi dica, a me solo questo piace gia’ tanto. In piu’ abbiamo un’assicurazione medica e dentale doppia per entrambi, quindi paghiamo quasi nulla come copay (l’assicurazione medica americana merita un post a parte, che vi prometto affrontero’ quando mi sentiro’ ben preparato). Certo lavoro tanto, la competizione e’ forte, ma il lavoro di squadra e’ molto bello e penso valga la pena cimentarsi in questa avventura. Sto facendo molto training sul campo e fra circa un mese avro’ un altro training importante che mi permettera’ di essere ancora piu’ a mio agio in questa posizione. Mi sento molto fortunato. Nel frattempo io e l’american wife aspettiamo l’inizio dell’estate per poter fare qualche scappata in giro per gli USA, anche se ultimamente in casa si parla troppo di bambini. Complici tutti gli amici americani con una media di tre figli a testa, l’american wife ha rivisto la sua idea di non avere figli. Vedremo cosa portera’ l’estate! Adesso vi lascio, perche’ mi tocca prendere un aereo e andare a Boston per lavoro!

A presto e grazie per avermi letto!

Life in the office

Eccomi di nuovo qui! Ho cominciato a lavorare e automaticamente mi sono ritrovato con meno tempo per aggiornare il blog o solo fare quello che piu’ mi piace. La sera arrivo piu’ o meno distrutto perche’ sono in training e sto digerendo milioni di informazioni, nonche’ policy aziendali e federali, nuovi software e diversi manuali di procedure tecniche. Ho un ufficio tutto mio, un telefono con mille funzioni, un computer con due monitor e tutto quello che mi serve. Nessuno controlla quante fotocopie fai, quante penne usi, se usi internet per te. Qui non lo fa nessuno, anche perche’ nelle pause puoi fare quello che vuoi, usare internet per vedere la tua posta, fare yoga, andare in palestra nella pausa pranzo, meditare nella stanza adibita allo scopo, andare dal dottore, studiare per un MBA (un collega lo fa). Puoi richiedere tutto quello che ti serve per lavorare al meglio, inclusa una consulenza ergonomica!

Il training e’ una cosa seria qui! Il mio dura sei mesi, durante i quali badate non sto a imparare solo teoria, ma lavoro attivamente sotto supervisione mentre mi formano. Ho meeting reali con il mio supervisore per discutere di come sta andando la mia formazione, di quali problemi ho riscontrato per mettere in azione futuri cambiamenti e di come voglio continuare a crescere nell’organizzazione attraverso training futuri. E si  mi pagano come gli altri colleghi, niente contratti burla di formazione, no benefits, ferie eccetera, e no loro (i colleghi) non si lamentano, perche’ sanno che alla fine avro’ lo stesso carico di lavoro e quindi come parte del team avranno un membro in piu’ e ben formato. Qui il team e’ tutto, se non ne fai parte, sei fuori.Le domande e i dubbi sono all’ordine del giorno, anche i piu’ vecchi del mestiere ne hanno, tutti cercano di risponderti e aiutarti nell’interesse del lavoro comune. Se fai un errore nessuno, dico nessuno ti addita a pubblico ludibrio, se ne parla e si discute del perche’ e’ successo e poi si fa tanto risk management. Quando finisci il tuo lavoro (raro perche’ il carico e’ elevato),  dai una mano agli altri. Fantascienza? No, sanno che se lavorano in gruppo e fanno bene saranno premiati. Inoltre sanno che se il cliente e’ soddisfatto, il passaparola sara’ formidabile e l’azienda sara’ ben salda nel business . Qui il cliente e’ sacro . Nulla e’ lasciato al caso, dalla privacy per la condivisione dei dati personali e aziendali al comportamento da tenere in caso di terremoto, tutto e’ ben delineato. Sono seri e questo perche’ se sbagli mandi letteralmente in rovina intere famiglie. Avevo un po’ di timore prima di cominciare questa nuova avventura, soprattutto perche’ non sapevo come sarebbero stati i rapporti umani. Anche qui mi sono sbagliato. Ho subito trovato un’accoglienza calorosa e un ambiente aperto, forse anche merito della presenza di tante persone che vengono come me dall’estero. Certo ci sono persone con cui comunico di piu’ e che sono piu’ solari e persone piu’ riservate, come in tutti i posti, la cosa che piu’ mi fa sorridere e’ che per ora comunico di piu’ con la parte americana che con quella internazionale! Si lavora tanto ma la pausa pranzo e le varie pause caffe’ aiutano a socializzare e a instaurare nuovi rapporti. Ogni giorno imparo qualcosa di diverso sulla societa’ americana e questo mi aiuta a capire di piu’ le loro differenze e le nostre, mostrandomi anche come non siamo poi cosi’ differenti gli uni dagli altri. In effetti a pensarci bene siamo tutti essere umani…

Grazie per avermi letto…a presto! Prometto!